
Il Weisskunig fu scritto tra il 1505 e 1516: Massimiliano preparò i testi insieme ai suoi segretari, li divise in capitoli e ne corresse la stesura e decise di dedicare il racconto al re di Spagna e ai suoi due nipoti, Ferdinando I e Carlo V. L’opera non venne conclusa durante la vita del sovrano, poiché Massimiliano progettava di aggiornarla continuamente, nel corso dlela sua vita.
Nel 1526 Ferdinando I, nipote di Massimiliano, dette l’incarico di stampare l’opera al vecchio segretario del nonno, Marx Treitzsauerwein, che però morì nel 1527 e non riuscì a terminare il lavoro. Solo nel 1775 l’opera venne finalmente data alle stampe, per la prima volta con le tavole originali ancora conservate. Infatti, per illustrare il racconto furono create 251 xilografie, decise dall’imperatore, realizzate da Hans Burgkmair e Leonhard Beck.
Oltre al Weisskunig (“Re Bianco”), titolo scelto in allusione all’armatura bianca che Massimiliano usava nei tornei, anche altri personaggi reali sono riconoscibili nel racconto, celati sotto pseudonimi associati ai colori e simboli delle insegne ben note ai contemporanei. Tra questi si ricordano: il Re Blu (il re di Francia), il Re Verde (il re d’Ungheria), il Re del Pesce ( il Doge di Venezia), il re del Biscione (il Duca di Milano), il re con Tre Corone (il Papa).
Contenuti: Il libro è diviso in 3 parti: la prima copre l’arco della vita del padre Federico III; la seconda inizia con la nascita di Massimiliano nel 1459 e termina con il suo matrimonio con Maria di Borgogna nel 1477; la terza parte racconta le sue campagne militari dal 1478 al 1513 e, proprio perché si basa su diretti dettati dell’imperatore, costituisce una fonte di primaria importanza.